La Valle del Belice

La Valle del Belice è costituita dal comprensorio entro il quale si estende il corso del fiume Belice. Si tratta di un´area molto vasta ed eterogenea, tristemente nota per il terremoto che la devastò negli 1968, ricca di siti archeologici (molti ancora non esplorati).

Valle del Belice - Selinunte
Valle del Belice – Selinunte

 

Frequentata e popolata sin dalla preistoria, ha visto l’insediamento di Sicani, Elimi, Fenici, Greci e Romani di cui rimangono imponenti rovine e manufatti d’ogni genere.

Valle del Belice - Terremoto 1968
Valle del Belice – Terremoto 1968

A riguardo va segnalata la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella, che comprende l´interno della Rocca di Entella (557 metri s.l.m.), un rilievo isolato proprio a monte della confluenza del Belice Sinistro con il Belice Destro, e il lago Garcia, un invaso artificiale che negli anni è diventato punto di riferimento per lo svernamento degli uccelli migratori. Inoltre nei pressi della Rocca di Entella vi è l’importante sito archeologico di Entella, famosa per i cosiddetti decreti di Entella. È probabile che l’area abbia ospitato anche l’antico sito di Nakone, di cui si conserva traccia in due scarne indicazioni letterarie, diversi ritrovamenti numismatici e nei cosiddetti decreti di Nakone, accomunabili a quelli di Entella.

Valle del Belice - Riserva Naturale Grotta di Entella
Valle del Belice – Riserva Naturale Grotta di Entella

 

Le eccellenze agroalimentari della Valle del Belice

La principale risorsa economica della Valle del Belice è la produzione agro-alimentare e la coltivazione dell’olivo. Lo fu sin dall’insediamento delle prime popolazioni e dalla nascita di Selinunte, i cui abitanti coltivarono e propagarono l’olivo colonizzando vallate e terre fertili dell’interno, producendo olio, come dimostrano le macine rinvenute vicino al Tempio E, risalenti al V secolo a.C. Selinunte, secondo Plinio, fu importante città di commercio verso la Magna Grecia e il Mar Mediterraneo grazie alla propria flotta e alle derrate alimentari provenienti dal territorio: vino, cereali ed olio.

Valle del Belice - Nocellara del Belice
Valle del Belice – Nocellara del Belice

 

L’olivo era una coltura primaria della Valle del Belice, anche nel 1600; a partire dal 1700 si è evoluto un ecotipo che nel corso dei secoli successivi ha dato origine ad una delle più note cultivar italiane, la Nocellara del Belice, DOP della Sicilia, ma coltivata occasionalmente anche in altre regioni.

Questa è anche terra di vini e vigneti. Si perdono nella notte dei tempi le prime coltivazioni della vite nella Valle del Belice. Oggi è una delle aree della Sicilia, più vocate e conosciute nella produzione di vini di qualità. In questa terra nascono il Santa Margherita Belice DOC, il Salaparuta DOC, il Contessa Entellina DOC, il Menfi DOC, il Sambuca di Sicilia DOC, lo Sciacca DOC, il Valle del Belice IGT, il Camarro IGT, il Terre Siciliane IGT e il Sicilia IGT.

Valle del Belice - Vigneto
Valle del Belice – Vigneto

 

Vanno inoltre ricordate le produzioni del Melone Giallo di Gibellina, la Cipolla Rossa di Partanna, il Carciofo spinoso di Menfi, la Vastedda di Castelvetrano DOP e il Pane Nero di Castelvetrano.

Il Territorio

Fanno parte della Valle del Belice 16 Comuni a cavallo fra le province di Agrigento, Trapani e Palermo: Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita, Poggioreale, Sambuca, Montevago, Gibellina, Menfi, Salaparuta, Santa Margherita Belice, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina.

Comune simbolo della zona del Belice, esempio di tenacia e coraggio, è senza dubbio Gibellina, risorta dopo la ricostruzione. Della vecchia città restano solamente i ruderi. Nel centro storico medievale è stato recuperato soltanto il tracciato viario, che l’artista Alberto Burri ha ricostruito nel cosiddetto “Cretto di Burri”, magnifico esempio di “land art” è scenario suggestivo delle “Orestiadi di Gibellina”, cicli di rappresentazioni teatrali classiche famose in tutto il mondo per l´elevata qualità degli spettacoli proposti.

Valle del Belice - Porta del Belice
Valle del Belice – Porta del Belice

 

Cretto dei Burri
Gibellina – Cretto dei Burri

 

Valle del Belice - Gibellina- Baglio Di Stefano
Valle del Belice – Gibellina- Baglio Di Stefano

 

Poco distante da Gibellina, sorge Partanna, il cui nome deriva dalla parola araba “barthamnah” (terra scura). Da visitare il Castello Medievale dei Principi Grifeo, che rappresenta una delle fortezze meglio conservate della Sicilia Occidentale.

Valle del Belice - Partanna - Castello Grifeo
Valle del Belice – Partanna – Castello Grifeo

 

Il comune di Salemi si trova più a ovest, in direzione Trapani. Si caratterizza per il suo suggestivo centro storico, di chiara impronta islamica, e per il castello Normanno, formato da due torri quadrangolari e da un’alta torre cilindrica. Salemi ebbe un grande momento di gloria quando, con Garibaldi, fu simbolicamente dichiarata “prima capitale d’Italia”. Da non perdere la festa di S. Giuseppe (19 marzo), quando vengono preparati grandi e piccoli pani votivi a forma di attrezzi da lavoro, animali, angeli, ghirlande, fiori, etc. utilizzati per imbandire veri e propri altari dentro le case degli abitanti della città, aperte ai visitatori per l´occasione.

Valle del Belice - Salemi - Piazza Alicia
Valle del Belice – Salemi – Piazza Alicia

 

Castelvetrano infine è il centro più grande della zona. Il suo nucleo principale è formato da tre piazze contigue (Garibaldi, Umberto I e Principe di Piemonte), dalle quali prese avvio lo sviluppo urbano di tutta l´intera cittadina. A pochi passi da piazza Garibaldi sorge la Chiesa del Purgatorio, eretta nel 1642 sulla traccia di una vecchia struttura sacra. Da segnalare anche la chiesa di San Domenico, il convento ed il caratteristico chiostro. Visitando Castelvetrano non può mancare uno spuntino a base de suoi prodotti tipici ed in particolare il Pane Nero (presidio slow food) e l´olio extra vergine di oliva Nocellara del Belice (DOP).

Valle del Belice - Vastedda e Pane Nero di Castelvetrano
Valle del Belice – Vastedda e Pane Nero di Castelvetrano